Rembrandt through Morandi's eyes

Rembrandt-through-Morandis-eyes.jpeg

From 12/18/2012 until 03/18/2013

Guardare Rembrandt con gli occhi di Morandi per capire il segreto della loro lontanante vicinanza: questo l'intento della prossima mostra al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, dove la visione delle opere sarà esaltata dal nuovo impianto di illuminazione.

Che Morandi, proprio agli inizi della sua formazione autodidattica come incisore, si fosse interessato a Rembrandt è risaputo. Nella sua biblioteca non mancavano pubblicazioni sull'artista olandese, mentre nella collezione figuravano almeno cinque incisioni. Morandi, dunque, deve aver tenuto sotto gli occhi a lungo quegli autentici capolavori di bravura tecnica tesi a descrivere la complessa ricchezza della realtà fenomenologica, ma poi, quando si risolse a incidere, parve, con un colpo d'ala improvviso, liberarsene: all'opulenza tecnica e descrittiva di Rembrandt oppose l'estrema rarefazione della "sua" natura, rinunciando a ogni complicata commissione di acquaforte, puntasecca e bulino per puntare quasi esclusivamente, dopo le sperimentazioni tecniche degli anni fra il 1921 e il 1923, sulle acqueforti.

Lamberto Vitali, che nel 1957 dedicò all'opera grafica di Morandi una monografia ancora oggi fondamentale, parla, in effetti, di un momento rembrandtiano, cui appartengono soprattutto stampe dei primi anni Venti. Ma l'accostarsi di Giorgio Morandi a Rembrandt segue le strade, più nascoste e impervie, dell'emulazione, piuttosto che quelle, più ostentate e scontate, dell'imitazione e, per certi versi, ci ricorda il cammino sapientemente imboccato dal maestro olandese in direzione delle incisioni di Lucas van Leyden e di Dürer.
Il punto di incontro con Rembrandt, Morandi lo rintraccia, infatti, soprattutto sul piano della verità del segno, che non vuol dire ricerca di una vicinanza iconografica, stilistica o morale, ma emulazione delle potenzialità espressive della linea incisa.

L'unica volta che si ispirava a Rembrandt anche dal punto di vista iconografico, con la sua Conchiglia del 1921, Morandi lo farà emulando (non copiando) la sola natura morta dovuta all'olandese, quel conus marmoreus del 1650, che per la sapiente "ricreazione" dell'artista pare cambiare pelle e dal mondo dei naturalia trasmigrare in quello degli artificialia.
Morandi stesso, nella nota intervista rilasciata al Prof. Mangravite il 25 aprile del 1957 per "Voice of America", aveva asserito: "Per me non vi è nulla, cioè ritengo che non vi sia nulla di più surreale e nulla di più astratto del reale".

Latest Uffizi News

Tribuna Restored
As part of the years long process called the "Nuovi Uffizi" the Tribuna, the late 16th century octogonal parlor by Buontalenti built for Francesco I de' Medici as a gallery,…

The Grand Prince Ferdinando De' Medici, Collector & Patron Of The Arts
To mark the 300th anniversary of the death of Grand Prince Ferdinando de' Medici (1663-1713), the Galleria degli Uffizi is planning to devote a celebratory exhibition to this key…

Florence to commemorate 1993 Uffizi bombing this Sunday
This coming Sunday will mark the 20th anniversary of the Uffizi bombing. The city and the museum will commemorate this event and pay respect to the five people who died…